ISCHIA 2018: ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO – prima parte – Ischia (NA)

Io e Claudia siamo rimasti in silenzio. In quel momento, l'acqua intorno a noi era calma, e il sole si stava preparando a tramontare sotto un cielo senza nuvole. A sinistra, gli scogli dell'isola di Ischia mostravano la loro secolare potenza, e a destra la spiaggia brulicava di turisti lontani, piccoli come formiche.
C'era odore di mare nell'aria, di un mare che sopravviveva nonostante l'inquinamento di noi umani, sempre più numerosi e piccoli... piccoli come formiche.
Mi rivolsi a Claudia, mia accompagnatrice ed amante da qualche mese.
- Ti piace Ischia? 
- È fantastica...
Parlai ad alta voce, ma le parole si sentivano a malapena attraverso il rumore del vento. La osservai attentamente. Era in piedi sulla barca. I suoi seni erano coperti solo da un sottile costume di raso, e si alzavano e si abbassavano al ritmo del respiro. Le sue lunghe gambe nude incorniciavano un sedere da Venere leggermente abbronzata. Era splendida.
Mi allungai accarezzandole una guancia con la punta delle dita. Anche se in fondo si trattava solo di un grosso motoscafo, non ero ancora abituato a governare la nuova barca senza un vero marinaio. 
- Getto l'ancora... Aspetteremo il tramonto qui... 
Lei non rispose, toccò appena le mie dita con le sue e si avvicinò per baciarmi.
- Non mollarmi proprio adesso... Senza il marinaio, ho una paura fottuta...
Le dissi con le labbra ancora incollate alle sue. Ci sedemmo in mezzo alla barca per ammirare il paesaggio che ci circondava. Sulla sinistra, un gabbiano catturò un pesce sfiorando l'acqua quasi senza far rumore.
- Non riesco ancora a credere che sia tutto vero. E' come... è come un sogno. 
- Lo so... ma i sogni svaniscono... Godiamoci questo momento perfetto... 
Le avvolsi il braccio intorno alle spalle e Claudia mise la testa sul mio petto. Il vento soffiava i suoi lunghi capelli castani contro la il mio viso.
- Ti amo... ti amo molto...
Disse dopo un altro minuto di silenzio.
Ci siamo baciati con passione, le mie mani scivolarono sulla sua schiena e le afferrai le natiche. Lei rispose spingendo i seni contro il mio petto. Mormorai:
- Ti voglio. Voglio fare l'amore con te qui... adesso. 
- Perché tanta fretta? 
Si alzò in piedi, sbattendo il sedere contro la sponda del motoscafo. 
- Cerca di non cadere in acqua, sirenetta... 
Si tolse il reggiseno, rilasciando due tettine bianche ed acute... come due pere acerbe. 
- E se qualcuno ci vede?  
- Sarà molto fortunato ad assistere... 

CONTINUA

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